6 febbraio, 2019

Una crescente complessità strutturale ed organizzativa impone anche alle PMI di strutturarsi diversamente, allo scopo di consentirne una gestione maggiormente ottimizzata e un controllo coerente.

Anche nelle piccole e medie aziende, strumenti come il controllo di gestione si stanno rivelando irrinunciabili.

Certamente la digitalizzazione progressiva rappresenta un incentivo ed anche un valido supporto.

Una gestione ottimale delle PMI implica il controllo e l’analisi di vari elementi strategici e gestionali. Occorre, in primis, avere una vision precisa del proprio business, chiara gestione dei processi, allineamento tra obiettivi e realtà, gestione criticità, creazione di valore.

Il Corporate Performance Management (CPM), o analisi/gestione delle prestazioni aziendali, è – secondo Gartner – «l’insieme dei processi, metodologie, metriche e sistemi finalizzati a misurare e gestire le performance di un’organizzazione. Sono quindi comprese le metodologie di Budgeting, Planning e Forecasting, Analisi di Profittabilità e Ottimizzazione, Dashboard e Scorecard, Consolidamento e Reporting Civilistico, Gestionale e Finanziario».

La CPM è sia analitica che operativa. La prima è in uso ai decisori e ai manager dell’area finance, mentre la seconda è rivolta alle esigenze di analisi e reportistica di dirigenti che lavorano in tutti i livelli dell’organizzazione.

Vi sono caratteristiche salienti del mondo PMI in grado di condizionare la misurazione delle performance aziendali.

Normalmente parliamo di strutture semplici, talvolta di impostazione familiare, in cui l’imprenditore riveste un ruolo di primo piano, spesso accentratore.

I ruoli delle altre risorse sono spesso sfocati, e non esiste un sistema gestionale definito.

Le risorse umane e finanziarie delle PMI non sono così ricche: questo fa sì che si concentri sull’operatività, dimenticando la gestione.

La pianificazione non è di casa: vigono logiche di gestione a breve termine e poco formalizzate. Spesso i sistemi gestionali vengono considerati rigidi e capaci solamente di ingessare il naturale svolgimento delle attività “day by day”.

Queste caratteristiche peculiari delle PMI impongono certamente un approccio diverso. Più flessibile e dinamico. Che tenga conto dello shortage di risorse ma non rinunci alla digital transformation delle stesse.

Vediamo tre elementi irrinunciabili in un sistema di analisi delle performance nelle PMI:

Redditività

Esprime una media ponderata di indicatori che misurano la capacità dell’impresa di generare ricchezza.

Solidità

Esprime una media ponderata di indicatori che mostrano la capacità dell’impresa di mantenere un equilibrio finanziario a breve e medio termine.

Solvibilità

Esprime una media ponderata di indicatori che denotano la capacità dell’impresa di far fronte, con i flussi finanziari, alla gestione delle scadenze.

 

Questi tre indicatori di massima vanno poi inseriti nel contesto della singola PMI.

La digital transformation ci aiuterà a collegare e ottimizzare tutti i fattori in gioco.

 

 

 

 

 

 

 

 

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