23 novembre, 2018

Il CFO all’interno delle aziende sta vivendo un vero e proprio cambio di ruolo, corrispondente a una modifica sostanziale della cultura d’impresa: dalla visione biecamente amministrativa a quella business-oriented.

Le aziende necessitano di manager in grado di guidarle non solo dal punto di vista economico-finanziario ma anche da quello della sostenibilità, nel tempo, del valore.

Oggi, secondo una recente ricerca KPMG, il CFO (Chief Financial Officer) è il manager “C-Level” con le più alte probabilità di svolgere un ruolo determinante sia in termini di visibilità sulla produzione di valore per tutte le LOB (Line of Business) che di “Information Broker” (a supporto del Decision Making).

Ma il salto non è scontato: occorre che competenze, attitudine e task vengano reinterpretati alla luce della Digital Transformation.

Elemento fondamentale per il CFO “in ascesa” è il costante aggiornamento rispetto ai trend tecnologici.

Come fare?


Rendendosi disponibili e aperti al cambiamento; l’attitudine è una delle parole chiave per impostare con successo un processo di Trasformazione Digitale. La funzione Finance è notoriamente e storicamente meno aperta e avvezza all’innovazione: un buon CFO dovrà essere prima di tutto un “evangelist” rispetto a nuovi paradigmi e strumenti; dovrà poi agire senza preconcetti, approfondendo tematiche, studi, confronti e dialoghi con partner tecnologici affidabili. Dovrà farsi promotore di una nuova cultura d’impresa che vada oltre la dittatura dei numeri e delle tabelle, per attingere a una visione olistica del fare business.
Il CFO del Terzo Millennio dev’essere un manager curioso: deve comprendere le linee di sviluppo della Digital Finance attraverso un’analisi costante delle novità tecnologiche e dei trend in atto leggendo magazine, surfando il web, scrutando i social (aggregatori come Flipboard sono utili a una lettura quotidiana degli scenari tecnologici in evoluzione).

Vi sono poi gli studi e i report degli stakeholder tecnologici da esaminare con costanza; i White Paper delle aziende di settore che propongono approcci nuovi; le infografiche e i tutorial presenti in rete; i Benchmark che mettono a confronto vendor diversi; la rassegna stampa e i casi di studio; infine gli eventi più significativi che permettono di interagire con i player di settore.
Un confronto proficuo basato sullo scambio di informazioni, esigenze, punti di forza e debolezza.

L’informazione è liquida e va gestita e analizzata in modo coerente.

La formazione è un altro degli aspetti che deve vedere il CFO protagonista, colui che ha un buon tutor in grado di indirizzarlo al meglio. Soprattutto nell’ambito di situazioni esterne all’azienda. Con la partecipazione a seminari ad hoc, promossi magari da player affidabili e “sul pezzo”.

Il turning point è arrivato e non si torna indietro.

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